Sono un orticoltore, formatore e consulente specializzato in agroecologia e agroforestazione.
Il mio lavoro si muove al confine tra le dinamiche degli ecosistemi, la microbiologia del suolo e un'agricoltura pragmatica su piccola scala.
Mi occupo di progettazione e gestione di paesaggi produttivi, assecondando i processi naturali e utilizzando l'osservazione ecologica per aiutare comunità e aziende a produrre cibo in maniera efficace e rigenerare il territorio.

Il mio obiettivo è stimolare l'agricoltura ad affrancarsi da modelli fragili ed estrattivi, e contribuire a costruire un futuro fondato su una resilienza a misura d'uomo, dove i nostri bisogni siano in profonda armonia con il nostro ruolo nell'ecosistema.
Coltivando la terra, interagiamo con il paesaggio tutto e diamo forma al mondo che vogliamo abitare. Per me, quel mondo è decentralizzato. Immagino un futuro con sistemi alimentari iper-locali, dove piccole comunità autogovernate si riappropriano della propria sovranità, senza più dipendere da enormi infrastrutture centralizzate ed estrattive per vivere una vita gratificante e stimolante.
Il cibo non è una semplice merce, e l'agricoltura non è un processo che si esaurisce in una banale transazione tra produttore e consumatore. Il cibo, in quanto bisogno primario, è un filo che unisce innumerevoli aspetti dell'esistenza. In quest'ottica, coltivare diventa una pratica collettiva che coinvolge, in un modo o nell'altro, quasi tutta la comunità.
È questa visione di mondo che guida le mie azioni e condivisioni.
Oggi, purtroppo, troppe realtà rigenerative si trovano costrette a inseguire il miraggio della standardizzazione e della meccanizzazione. Finiscono così per diventare pallide imitazioni dei sistemi convenzionali, accontentandosi di miglioramenti marginali senza mai mettere davvero in discussione le strutture disfunzionali in cui operano.
Io credo in un parametro di successo diverso dall'efficienza monetaria: la salute a lungo termine del territorio e il benessere della comunità.
Il mio lavoro punta a innescare un profondo cambiamento sistemico. Che si tratti di aiutare una comunità a riprendere il pieno controllo del proprio cibo, o di guidare un'azienda agricola verso una vera sostenibilità economica, svincolandolo da input esterni costosi e inefficaci, la mia missione non cambia: progettare sistemi che restituiscano sovranità alle persone. Lo faccio unendo l'efficienza della scienza moderna alla connessione profonda tra le nostre mani e il paesaggio - creando processi a ciclo chiuso che si ispirano alla natura.
In fondo, tutto ciò che faccio è mosso da una domanda ancora più profonda: cosa significa, per un essere umano, abbracciare il proprio ruolo nell'ecosistema, fondersi nel tessuto della natura e tornare a essere autenticamente selvatico?

L'italiano è una delle poche lingue in cui il termine fattoria è stato completamente sostituito da "azienda agricola", enfatizzando il carattere commerciale e ignorando quello ecologico dell'agricoltura.
Per me una fattoria non è soltanto un luogo di produzione e compravendita, ma è, prima di tutto un sistema vivente, profondamente complesso, in cui l'essere umano interagisce con il paesaggio per sostenere sé stesso e i processi da cui dipende.
Gestire una fattoria richiede non soltanto duro lavoro e nozioni agronomiche, ma anche un'osservazione attenta e appassionata.
Attingendo al mio passato da ricercatore, mi avvalgo delle conoscenze scientifiche — sulle dinamiche degli ecosistemi, la fisiologia vegetale e la microbiologia del suolo — per risolvere problemi pratici attraverso una prospettiva olistica. Al rigore scientifico accompagno sempre la gioia di esplorare in campo soluzioni creative e sperimentali.
Sia nei progetti che seguo come consulente che nei miei corsi, invito a partire da una comprensione solida e profonda di come si costruiscono sistemi resilienti e altamente produttivi, per poi applicare soluzioni efficaci e pragmatiche — senza mai smettere di riconoscere, apprezzare ed esplorare il lato misterioso della natura.
Il mio percorso in agricoltura è nato per pura passione, partendo da una formazione scientifica. Queste sono alcune delle tappe fondamentali del mio viaggio professionale:
2013 | Ricerca: Ho viaggiato tra Italia, Francia, Stati Uniti e Inghilterra, studiando Biofisica e Matematica.
2014 - 2016 | Orticoltura e Volontariato: Ho studiato orticoltura seguendo i corsi della Royal Horticultural Society a Bristol, completando parallelamente il mio dottorato in Biofisica e facendo WWOOFing e volontariato in diverse fattorie biologiche del Regno Unito.
2017 | Insegnamento e Ricerca: Ho lavorato come ricercatore ed insegnante a Exeter, collaborando a progetti per avvicinare i bambini all'educazione all'aria aperta nei boschi.
2020 | Living Soil Garden: Ho co-fondato un orto commerciale biointensivo in No-Dig a Exeter (Regno Unito). Durante il Covid abbiamo avviato una CSA e tenuto corsi su orticoltura rigenerativa e fertilità del suolo.
2022 | Pionieri: Ho lanciato il podcast con l'obiettivo di raccontare le storie e le innovazioni tecniche di chi fa agricoltura su piccola scala in tutta Italia.
2023-Oggi | OrtoForesta: Mi sono trasferito a Firenze per co-fondare un orto commerciale che gestisco con la mia compagna Tessa. A OrtoForesta integriamo l'agroforestazione con una produzione orticola intensiva in no-till.